Auto ibride: cosa c'è da sapere
NOV 20

Auto ibride: cosa c’è da sapere

20 novembre 2019

Il termine ibrido, nella lingua italiana, è utilizzato perlopiù nell’ambito animale per identificare l’unione tra due diverse specie. Ma il termine comincia a prendere piede anche nel settore auto, visto il proliferare di modelli ibridi messi sul mercato dalle principali case automobilistiche. Le auto ibride sono il frutto di due motori (uno elettrico e uno termico) che lavorano insieme per esprimere l’energia meccanica necessaria al movimento dell’auto. E soprattutto in un momento storico come questo, nel quale si parla molto della riduzione dei consumi e dell’inquinamento, è bene chiarire alcuni aspetti relativi alle auto ibride. La prima considerazione riguarda proprio i consumi, che risultano molto ridotti in città ma rischiano di essere davvero elevati in autostrada se non si presta molta attenzione.  

Per quanto riguarda le emissioni, va detto che in alcuni casi si può arrivare anche a ridurre circa il 70-80% di C02 rilasciata nell’atmosfera, un risultato anche superiore rispetto alle auto elettriche. Altro punto a favore per le auto ibride, oltre ai consumi bassi e all’inquinamento ridotto, è quello che riguarda il pagamento del bollo. Il bollo che si paga sulle auto elettriche è ridotto rispetto ad altre tipologie di auto, e addirittura in certe regioni si è esentati da questa tassa per i primi 3 o per i primi 5 anni. 


Il risparmio sulle ibride, punto per punto 

Per quanto riguarda i risparmi, va sottolineato come i costi di manutenzione siano complessivamente inferiori nelle auto ibride. Vediamo nel dettaglio perché. 

La prima considerazione da fare è di carattere pratico: nelle auto ibride mancano infatti cinghie di trasmissione, frizione e altri elementi. Tutti aspetti che riducono inevitabilmente i costi di manutenzione. Capitolo a parte per i freni: in questo caso è stato dimostrato che, se si utilizza al meglio la frenata rigenerativa (quella che serve a ricaricare le batterie), le pastiglie dei freni risulteranno molto meno usurate e andranno cambiate molto più di rado.  

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Le diverse tipologie di auto ibrida

L’auto ibrida ha una storia ormai ultraventennale, da quando nel 1997 fu lanciata la prima Toyota Prius che a tutt’oggi resta il modello più venduto. Al giorno d’oggi ci sono molti modelli sul mercato, e le auto ibride si differenziano in base alla componente elettrica presente. Le principali tipologie di auto sono light Hybrid, che utilizza più benzina che elettricità ed ha quindi i requisiti per ottenere l’ecobonus. Esistono poi i modelli mild hybrid, quelli cioè in cui si ha un livello di ibridazione leggero che può ottimizzare il livello di prestazioni in particolare durante le accelerazioni. Per full hybrid si intendono invece quelle auto che possono viaggiare in piena autonomia elettrica. I consumi delle full hybrid dipendono molto dalla tipologia di guida, ma si stima un ottimo rapporto tra prestazioni e consumi in caso di guida “assennata”. 

Infine ci sono le hybrid plug-in, quella tipologia di auto le cui batterie possono essere caricate nelle colonnine o direttamente nelle prese di casa. In questo caso consumi ed emissioni vengono di gran lunga meno, seppur la spesa iniziale per queste auto risulti maggiore rispetto alle altre.

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