GIU 22

Cos’è la formula “visto e piaciuto” e come funziona

22 giugno 2016
Acquistare un'auto usata può essere un vero affare, ma se non si prestano le dovute attenzioni o precauzioni, ci si può trovare in una vera e propria odissea che, sovente, trova fine, e nemmeno troppo facilmente, nelle aule di tribunale. Questo non vuole essere un deterrente all'acquisto di auto usate, al contrario, deve semplicemente essere un input per valutare correttamente il bene che si vuole acquistare ed evitare brutte sorprese. Nel caso dell'acquisto di auto usate, purtroppo, le truffe sono ormai all'ordine del giorno, ecco perché si deve in primis esaminare bene l'oggetto in questione e in seconda istanza prendere il maggior numero di informazioni sui diritti e i doveri di chi compra e di chi vende.

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Attenzione alle truffe


Purtroppo molto spesso si acquista semplicemente perché allettati da un'offerta imbattibile. Magri si ha bisogno di acquistare in tempi brevi un'auto e ci si sofferma solo sul prezzo più basso. Questo, assieme alla fretta di concludere l'affare, è il peggior nemico di chi compra. Da qualche tempo la compravendita di auto usate ha subito una vera impennata, complice anche la crisi che ha dimezzato i budget familiari, ma con essa sono aumentate, come era logico aspettarsi, anche le truffe e i raggiri. Sono tanti gli acquirenti che a distanza di qualche giorno o di qualche mese si sono resi conto di aver fatto un acquisto frettoloso o azzardato, riscontrando nella vettura comprata in seconda mano un o più difetti, o comunque attestando che la descrizione e le apparenze del veicolo non corrispondevano a quanto si sono ritrovati davanti. 

Come comportarsi in questi casi? Per prima cosa si deve stare attenti alla clausola molto comune nella vendita auto tra privati visto e piaciuto, perché qualora fosse applicata tutto si complicherebbe, e di solito questa formula, soprattutto quando appunto si acquista e vende tra privati è sempre utilizzata. 

Formula visto e piaciuto, in cosa consiste

La formula visto e piaciuto, come dice il termine stesso, indica che il compratore ha visto l'oggetto che intende acquistare, che gli è piaciuto (da intendere che ha valutato le sue condizioni e il suo reale stato) e che quindi lo acquista consapevole dei pregi e dei difetti eventuali. Si tratta di una formula molto utilizzata, sia all'estero che in Italia, che assume connotati particolarmente influenti sulla garanzia della vettura acquistata soprattutto quando la si acquisti da rivenditori professionisti, quindi autosaloni. La compravendita tra privati, invece, offre già in sé minori garanzie sull'usato, e con questa clausola si va a complicare ulteriormente il quadro.  

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Cosa comporta la clausola visto e piaciuto

In linea generale si può dire che in Italia, con la formula visto e piaciuto, chi acquista ha valutato attentamente l'oggetto della trattativa e ha deciso, in virtù di quanto ha constato, di acquistarlo. A questo punto deve rinunciare a rivalersi sul venditore qualora riscontri vizi o difetti. In realtà però le cose non stanno proprio così, anche se tuttavia il discorso rimane comunque complesso. Infatti, secondo l'articolo 1490 "il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa", pertanto la clausola visto e piaciuto, in questo caso, dovrebbe decadere. In altre parole, la formula visto e piaciuto non ha alcuna validità se i vizi riscontrati sull'auto acquistata sono stati taciuti debitamente dal venditore, vi è quindi una frode a tutti gli effetti, e il compratore potrà esercitare i suoi diritti. In questo caso, secondo l'Art. 1943 "in caso di risoluzione del contratto il venditore deve restituire il prezzo e rimborsare al compratore le spese e i pagamenti legittimamente fatti per la vendita. Il compratore deve restituire la cosa, se questa non è perita in conseguenza dei vizi". 

Ogni legge però può essere aggirata, si diceva, e anche in questo caso non tutto potrebbe andare liscio. Nonostante anche la Cassazione si sia espressa in questi termini: Cass. n. 3741, 1979: “La garanzia per i vizi della cosa oggetto della compravendita è esclusa dalla clausola "vista e piaciuta" - la quale ha lo scopo di accertare consensualmente che il compratore ha preso visione della cosa venduta -, qualora si tratti di vizi riconoscibili con la normale diligenza e non taciuti in mala fede”,  ci sono stati casi in cui tale normativa non è stata applicata e la giurisprudenza ha dato ragione alla formula del visto e piaciuto.

Cosa fare per evitare frodi


A questo punto, considerato che non si può avere la certezza matematica che la validità della formula possa essere eventualmente messa in discussione, l'unica cosa da fare a tutela del consumatore è richiedere un Certificauto, ovvero un documento che attesti, dopo una serie di controlli e di test eseguiti sul veicolo, il reale stato della vettura. Se il venditore dovesse rifiutarsi, iniziamo a pensare che probabilmente ha qualcosa da nascondere, meglio non concludere la trattativa.

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