Garanzia auto usate, un libro spiega quali sono le truffe dell'usato
OTT 12

Non prendermi per il chilometro, il libro verità sulle auto usate

12 ottobre 2016
Il mercato dell'usato, come abbiamo detto più volte, è sempre in costante aumento e le motivazioni sono facilmente intuibili: dalla necessità di risparmiare perché il budget non è più quello di una volta, fino a quello di avere una seconda auto senza spendere un capitale Ma quale che sia il motivo dell'acquisto il problema resta sempre lo stesso: qual è la garanzia delle auto usate? Sì perché anche le truffe in questo mercato sono sempre in aumento e il consumatore è sempre più confuso e spaesato davanti a raggiri tanto ben articolati quanto difficili da scoprire.

Il libro dalla parte dei consumatori


C'era una volta un rivenditore, che poi decide di sedersi a tavolino e scrivere un libro verità sul mercato delle auto usate e denunciare tutte le truffe che vi gravitano attorno. Alfredo Bellucci, autore del libro "Non prendermi per il chilometro", attualmente lavora ancora nel mondo delle auto usate, e proprio per quello ci teneva tantissimo a riabilitare quei rivenditori onesti che non speculano con questo mercato, ma che svolgono onestamente questa professione. Alfredo denuncia con una certa nota ironica un sistema, un modo di agire che, ricordiamo, non è solo una blanda truffa, è perseguibile penalmente poiché decurtare chilometri è un vero e proprio reato.

Di cosa si parla quindi in questo libro? Con uno stile molto narrativo e semplice si parte da prima con una panoramica sulle esperienze personali dell'autore nel mondo della vendita, praticamente partendo dagli albori di quella che oggi è una mega truffa. Anni fa il fenomeno era sconosciuto ai più, ma comunque esisteva. Nella seconda parte del libro si analizza più da vicino il fenomeno, e c'è davvero da rabbrividire! Infine, nella terza parte, si fa un excursus psicologico sul fenomeno, perché e per come certi individui siano portati a perpetrare questo tipo di truffa ai danni di altri.

Il libro è quindi utile per chi voglia iniziare a capire quali rischi vi sono ad acquistare un'auto usata e come potersi difendersi da eventuali raggiri inerenti i chilometri scalati.

Banner

Perché si scalano i chilometri

Come sostiene lo stesso Bellucci, schilometrare le auto genera un business che non si ferma al solo rivenditore o al venditore privato, perché ricordiamo che non sono solamente i rivenditori autorizzati a scalare i chilometri, ma anche quelli privati. E appunto, il giro d'affari è una qualcosa di inimmaginabile se non si è bene addentro al fenomeno. Ovviamente non è un malcostume prettamente Italiano, questa cattiva abitudine si estende a tutto il mercato europeo delle auto usate, sebbene noi italiani siamo particolarmente abili: si stima che almeno il 50% delle auto usate sia interessata dal fenomeno dei chilometri scalati.

Il giro d'affari quindi è una delle motivazioni. Il perché non è difficile da immaginare: si prende un auto con diversi chilometri, la si rimette a nuovo, magari sistemando carrozzeria e interni, sostituendo le parti usurate e, soprattutto schilometrando la centralina. Come? Bene, per chi lavora nel settore è un giochino da ragazzi. Si cancellano tutti i dati digitali della centralina e si inserisce un nuovo valore per i chilometri percorsi e si colloca una nuova memoria storica in base ai nuovi chilometri inseriti. Le centraline, infatti, possono essere facilmente schilometrate e così auto con tanti chilometri vengono vendute al prezzo di auto con pochi chilometri. Come denuncia il Bellucci, ci sono tantissime (e anche grosse) aziende che si occupano della manutenzione e riparazione dei contachilometri, ma non si capisce su cosa basino il loro business se in un anno sistemano, anzi, sostituiscono (il che da ulteriormente a pensare) solo 9 contachilometri. Ognuno tragga le sue conclusioni.

Fatto sta che le centraline possono essere scodificate e riprogrammate e non è una cosa difficile. In questo modo anche controllandole con gli appositi software diventa davvero difficile rendersi conto se i chilometri corrispondano o meno a quelli reali.

Banner

Come difendersi da questa subdola truffa

Tra i suggerimenti che ci da l'autore del libro, certamente c'è quello di chiedere uno storico della vettura che si intende acquistare. Questo è un consiglio molto utile anche per chi di motori non si intende granché. Si può innanzi tutto chiedere quanti proprietari abbia avuto quella vettura, se sono stati 3 o 4 iniziamo a porci il problema che probabilmente 50 mila chilometri dichiarati non sono effettivamente quelli percorsi. 

Non solo, c'è tanto da controllare prima di effettuare un acquisto precipitoso, magari allettati proprio dal prezzo. Sarebbe opportuno chiedere una visura al PRA, per capire, appunto, quanti proprietari quella vettura abbia avuto. In secondo luogo si possono richiedere i documenti dell'auto, ma non tanto i tagliandi che, come denuncia il Bellucci, possono essere anche falsificati, (ma chiedeteli comunque se non altro per vedere la reazione del rivenditore) quanto le eventuali fatture che sono più difficili da modificare. 

Purtroppo oltre a questo non può essere fatto molto altro senza un intervento professionale. Se si vuole essere davvero sicuri dell'acquisto fatto, l'unico modo è la certificazione dell'usato . Il Certificauto, infatti, viene rilasciato dopo un'accurata serie di test e controlli effettuati sull'auto. Questi controlli servono proprio a verificarne il reale stato, quindi ci si basa su diversi parametri per capire se sia stata schilometrata o meno. Una volta certificata, inoltre, si ha diritto a una garanzia convenzionale, ma del tutto effettiva, di uno o due anni, garanzia fondamentale soprattutto se si acquista da un privato e non si può fruire della garanzia legale. Insomma, occhi aperti se si acquista l'usato!












NEWS RECENTI

RICHIEDI MAGGIORI INFORMAZIONI