Certificazione dell'auto, una volta controllata quali oneri spettano al richiedente?
AGO 22

Ho fatto il Certificauto, ora quali obblighi ho?

22 agosto 2017
Acquistare un’auto usata oggi non è solo una tendenza, ma una necessità per molti. Prova di questa tendenza/necessità è il fatto che il mercato dell’usato, per quanto riguarda le auto, va sempre più a gonfie vele, offrendo ottime occasioni sia per acquirenti che per venditori. Purtroppo però in questo ambito è anche molto facile cadere vittime di truffe e raggiri, e questo vale soprattutto per chi acquista, ma anche chi vende deve tenere gli occhi bene aperti. Ci sono fortunatamente diversi modi per evitare di essere truffati e di acquistare un’auto che non è quello che speravamo, tra questi la certificazione del mezzo usato è quello più affidabile, ma cosa comporta?

Perché è meglio certificare l’auto?
Quando si deve acquistare l’auto usata, che sia presso un rivenditore autorizzato o da un privato, solitamente si fanno prima alcune considerazioni. La prima, senza dubbio, è quella di ponderare il budget a nostra disposizione, per cui non ci si lancia alla ricerca di un’auto se prima non ci si è fatti, quantomeno, un’idea. Per capire poi cosa offre il mercato, si consulta il portale di valutazione usato quattroruote dove basta inserire targa e modello dell’auto per avere un’idea di quella che è la quotazione sul mercato, o si può direttamente cercare sul portale l’auto usata che ci interessa.

A questo punto, una volta trovata l’auto, si contatta il venditore e si va a vedere, se possibile, l’auto di persona. Quello che abbiamo sempre detto è che l’auto deve essere controllata in ogni dettaglio, sia esternamente che per quanto riguarda gli interni perché l’usura di alcune sue parti, anche interne, ci dicono molto sullo stato dell’auto, come per esempio il pomello della frizione o i pedali dei comandi. Allo stesso modo abbiamo sempre detto di controllare che non vi siano differenze di colore nella vernice della carrozzeria, nemmeno negli angoli nascosti, dato che sarebbero indice di un possibile incidente e successiva riparazione (chissà in quali termini) dell’auto. Detto questo, l’unico modo per scoprire se l’auto è davvero conforme alle nostre aspettative e che non ci riserverà brutte sorprese è il Certificauto, vediamo cosa accade quindi nel caso scegliamo questa soluzione.

Certificare l’auto non comporta nessun obbligo per l’acquirente

Auto usata privati: quando ci si trova in questo tipo di trattativa la paura è sempre quella di essere truffati, soprattutto per quanto riguarda i chilometri effettivi del mezzo. Ormai la truffa delle auto schilometrate è abbastanza conosciuta e la gente inizia a porre attenzione a quello che è un problema davvero grave, soprattutto in rapporto alla sicurezza in strada. Molti, infatti, sottovalutiamo l’importanza che l’auto abbia veramente i km dichiarati, non soltanto per ragioni economiche, perché si va a pagare un’auto con un prezzo maggiore di quello che merita, ma soprattutto perché si è convinti di avere una vettura nuova e invece non lo è e questo può metterci realmente a grave rischio sulle strade, basti pensare a un freno usurato che si rompe all'improvviso. 

Per tutti questi motivi il modo più sicuro per conoscere le vere condizioni dell’auto che abbiamo intenzione di acquistare è quella di sottoporla alla certificazione di Certificauto. Certificauto, in tutte le sue officine autorizzate, distribuite in modo capillare sul territorio, effettua una lunga serie di test sull'auto per poterne rilevare lo stato, cioè le condizioni effettive in cui si trova il mezzo. I meccanici di Certificauto utilizzano sofisticati software che possono risalire al vero chilometraggio della vettura. Inoltre viene effettuato un drive test, ovvero una prova su strada, e si controlla l’auto in tutte le sue parti. Una volta sottoposta la vettura a tutti i controlli si arriva a stabilirne le condizioni. E dopo che è stata esaminata l’auto quindi cosa accade?

Se a chiedere la certificazione è stato l’acquirente, una volta che si conosceranno le reali condizioni del mezzo, potrà decidere se concludere o meno la trattativa. Per esempio, se l’auto dovesse passare tutti i test, l’acquirente è sicuro di ciò che sta comprando, l’auto è a posto e lui può stare tranquillo. Al contrario, se invece il mezzo dovesse avere qualche difetto, l’acquirente può decidere assieme al venditore come comportarsi, a questo punto dipende esclusivamente dagli accordi che si vogliono prendere, come per esempio sistemare l’auto, non sistemarla e fare uno sconto, insomma, dipende da come ci si accorda in privato. 

Se la certificazione la richiede il venditore che obblighi ci sono?


Molto spesso accade che a richiedere la certificazione sia il venditore. Questo avviene perché in questo modo l’auto può essere venduta più facilmente e rapidamente e certamente a un giusto prezzo. Sono molti i venditori che richiedono questo servizio proprio perché sono intenzionati a vendere rapidamente e al contempo dare tutte le garanzie possibili (ricordiamo che nella vendita tra provati non esiste garanzia legale) riguardo il buono stato della vettura. Se però l’auto non passa qualcuno dei test cosa accade? Niente, ovviamente chi richiede la certificazione, sia che si tratti del venditore sia che si tratti dell’acquirente, non ha alcun obbligo. La certificazione serve solo a constatare lo stato del mezzo, sarà poi l’utente a decidere se riparare i difetti e sottoporre la vettura a una nuova certificazione oppure no o magari applicare uno sconto nella vendita o decidere di non vendere.

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