Chilometri effettivi dell'auto usata ecco come difendersi dalle truffe
SET 06

Non puoi conoscere i km effettivi, ma puoi conoscere il reale stato dell’auto che stai comprando

6 settembre 2017

Quando si decide di acquistare un’auto usata il problema è sempre lo stesso: “Prenderò una fregatura?” Detto in termini molto popolari, questo è il pensiero di tutti quelli che si avvicinano al mercato dell’usato, e del resto, con tutto quello che si sente in giro, come dargli torto. Ma allora come si può fare per evitare di essere raggirati? Purtroppo non si può fare troppo affidamento sulla tutela della legge che ha delle falle gravi e non permette all'acquirente di mettersi al riparo dalla possibile truffa dei chilometri scalati.

La truffa dei chilometri scalati, in cosa consiste

Ormai sempre più automobilisti conoscono la truffa dei chilometri scalati, un raggiro davvero ben articolato e difficile da smascherare. Per chi ancora, però, non sapesse di cosa si tratta, ecco una breve spiegazione. Le auto schilometrate sono auto, come si evince dal termine, a cui sono stati sottratti dei chilometri. Il modus operandi è tutto sommato semplice, basta disporre di determinate apparecchiature atte a manomettere il contachilometri, in genere si tratta di sofisticati software, e ridurre così il numero dei chilometri del mezzo. Il perché è semplice: l’auto perde valore con l’aumentare dei chilometri.

Se vuoi acquistare un’auto, la prima cosa che guardi è l’anno di immatricolazione e i chilometri. Ovviamente se l’auto è stata immatricolata anche tre o quattro anni fa, ma i km sono pochi, pensi che possa comunque essere un buon acquisto, salvo poi trovarti davanti alla truffa delle schilometrate. Quindi i chilometri vengono modificati per far sembrare l’auto più giovane e per poterla così vendere a un prezzo maggiore. Risalire ai reali chilometri dell’auto è difficilissimo e la legge, per come è stata concepita, non è di grande aiuto.

Cosa dice la legge che dovrebbe tutelare i consumatori


Come spesso, purtroppo, accade in Italia, una volta fatta la legge ci si adopera per aggirarla in modo legale. Questo significa che agli acquirenti viene a mancare la tutela che essa dovrebbe garantire, vediamo perché. A maggio del 2018 entrerà in vigore l’Art. 8.5 del DM 214 del 19/05/2017 che prevede quanto segue: “Durante la revisione è effettuato il controllo e la lettura del contachilometri; il dato relativo alla lettura è messo a disposizione degli ispettori per via elettronica”. Fin qui sembra che tutto questo giochi a favore degli acquirenti del veicolo usato, ma purtroppo così non è.

Infatti ci si trova davanti a un problema di non poco conto una volta che si accede al Portale dell’Automobilista: il dato relativo alla lettura menzionato dal DL è quello rilevato dall’RT o è quello della revisione precedente? Proprio qui nasce l’inghippo. Infatti, dal 2015 MCTCnet2 obbliga il Responsabile Tecnico a inserire in quella che è la schermata di acquisizione dati i km che ha rilevato sul contachilometri, il dato è visibile dunque sul Portale dell’Automobilista, ma c’è appunto un problema: si limita ai soli km rilevati durante l’ultima revisione.

Una truffa autorizzata

In questo modo cosa accade? Accade che diversi rivenditori di auto usate fanno revisionare le vetture prima di venderle, in questo modo i km inseriti sul Portale saranno quelli della revisione precedente e di conseguenza tutte le auto appariranno più giovani rispetto a quelli che sono i km reali e  hanno dunque i km schilometrati. L’altro problema è che il Responsabile Tecnico legge i km precedenti solamente in via facoltativa, ovvero, non è obbligato a effettuare una lettura sul Portale dell’Automobilista, dove sono inseriti i km di due anni prima dell’auto in questione. In questo modo, come è facile dedurre, il chilometraggio ufficiale diventa quello dell’ultima lettura con le disastrose conseguenze che si possono immaginare. Il cliente è ignaro della truffa e se anche provasse a fare le verifiche sul Portale dell’Automobilista non troverebbe riscontri utili dato che il Responsabile Tecnico non è tenuto a sincerarsi di quello che era il precedente chilometraggio. 

Del resto questi non ha alcun vantaggio da tale segnalazione, non solo, rischierebbe di perdere clienti. Tuttavia questo problema rischia davvero, nel 2018, di far vendere legalmente auto schilometrate grazie all'introduzione del Certificato di Revisione. Questo certificato dovrà contenere la percorrenza dei chilometri che si trova sul contachilometri, ma dato che i truffatori sanno bene come aggirare l’ostacolo, gli esiti di tale certificazione sono facilmente intuibili. 

In difesa dei consumatori

L’unico modo per i consumatori di accertare il reale stato dell’auto è quella di certificarla presso un officina autorizzata Certificauto. Attenzione però, non si può sapere con certezza il reale chilometraggio del mezzo, ma grazie a una lunga serie di test e a un’attenta valutazione del veicolo fatta con apparecchiature sofisticate, ci si può rendere conto se i chilometri del mezzo sono congrui al suo reale stato. In altre parole, a seconda del tipo di usura dell’auto e delle sue componenti si può arrivare a capire se i chilometri sono stati scalati o meno.

Cosa bisogna fare quindi? Una volta presi gli accordi per la compravendita, sia col rivenditore privato che col rivenditore autorizzato, si deve chiedere di sottoporre l’auto a una certificazione presso i centri Certificauto. In meno di un’ora e a prezzi decisamente convenienti (un caffè al giorno per circa due mesi), si arriva a poter fare un acquisto sicuro e a evitare di cadere in uno dei tanti raggiri che riguardano le auto schilometrate. 

Non puoi sapere con assoluta certezza i km della tua auto, ma con Certificauto puoi sapere se stai facendo un buon acquisto, richiedi maggiori informazioni.

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